LA DEFORMAZIONE PROFESSIONALE E LO PSICOLOGO

Aggiornato il: lug 18




Sei mai stato vittima della così detta “deformazione professionale”?


Ti sei mai chiesto come funziona e perché?


Qui sotto proverò brevemente a rispondere a queste domande.


La professione che facciamo: l’artigiano, l’economista, la casalinga ecc… qualunque essa sia, influenza il nostro modo di fare e di pensare anche quando non siamo al lavoro e non solo in modo diretto, ma anche indiretto.


Per esempio mi viene in mente il mio primo lavoro che feci come apprendista metalmeccanico stagionale. Ricordo che più o meno prendevo 5 mila lire l’ora e che poi, quando compravo un gelato, le sigarette o facevo miscela al motorino (avevo un ciao bianco), mi veniva da trasformare quella spesa in ore di lavoro.




Per farne un altro, proprio stamattina mentre venivo in studio, sono passato davanti ad una inferriata che proteggeva la finestra di un pianoterra e così ho notato le sue saldature e m’è venuto spontaneo guardare se fossero state fatte in modo corretto visto che per mesi farle è stato il mio mestiere. Ecco in pratica come il lavoro  ha influenzato il mio modo di pensare.




Altri esempi possono essere quelli di un meccanico che nota un rumorino un po’ insolito mentre guida, oppure di un ingegnere strutturale che vede una crepa passando vicino ad un edificio e pensa a cosa potrebbe voler dire per la sicurezza dell’edificio, di un immobiliarista a cui viene invece da valutarne il prezzo della stessa casa e così via. Non c’è niente di male, e succede perché in qualche modo la nostra mente si specializza nel lavoro che facciamo e la testa non è un interruttore che si accende e si spegne.


Come funziona la “deformazione professionale” e perché?



Le esperienze che facciamo anche al lavoro, costruiscono nella nostra testa le così dette mappe cognitive che ci aiutano tutti i giorni a comprendere e trovare soluzioni in modo veloce alle nostre esperienze seguendo schemi che abbiamo immagazzinato, compresi quelli sul lavoro.



Ma chi fa lo psicologo-psicoterapeuta…?


Eh, ce l’hanno anche loro, ma per capire la “deformazione professionale” di questi lavoratori chiariamo prima cosa fanno.

In pochissime parole: aiutano le persone, durante i colloqui terapeutici, a sentire e riconoscere le loro emozioni, comprendere il loro modo di pensare, le dinamiche relazionali e dare a tutto questo dei significati che permetta loro di vivere meglio, liberabdosi da convinzioni o modi di vedere che li mettono in difficoltà. Ecco perché delle volte, chi frequenta degli psicologi, può avere l’impressione che il “conoscente psicoterapeuta” sia un po’ esagerato nel dare significati alle cose o alle situazioni, ma non è mica una brutta roba, anzi! Anche perché si può anche non essere d’accordo senza nessun problema.


Tuttavia non sono solo gli psicologi-psicoterapeuti, dicevamo prima, ad avere la “deformazione professionale”. Infatti in chi si occupa di nutrizione, per esempio, può prendere le forme del leggere con attenzione le etichette delle confezioni al supermercato, per un pescivendolo che passa di fronte ad un banco del pesce fare subito caso all’occhio o la rigidità dei pesci; non c’è niente di male ed anzi, io proprio così ho avuto spesso ottime “dritte gratis” grazie ad amici, fidanzate o parenti che fanno professioni diverse dalla mia.


Io faccio lo psicoterapeuta ed essendo anche sociologo è proprio il mio lavoro cercare di dare significati, direi moltiplicato per 2 visto che è proprio lo scopo delle due professioni, tuttavia ti assicuro che con amici, parenti, fidanzate ecc… non sono sempre lì a cercare di capire tutto di tutti, ma magari qualche piccola deformazione professionale chi mi sta vicino può notarla, però può avere anche qualche “dritta gratuita” e come dicevo prima, anche non essere d'accordo. Non mi sembra un gran difetto come non lo è per l’ingegnere, il pescivendolo, il commerciale ecc… che citavo prima.


Adesso scrivo un po’ in prima persona forse, però, il vantaggio derivante dalla "deformazione professionale" di uno psicologo – psicoterapeuta a cui si sta vicino è, per chi lo apprezza, d'essere un tipo introspettivo a cui piace parlare e condividere sentimenti ed emozioni; mentre quella di un sociologo, credo sia quella di poter fare dei confronti speculativi in generale.

Quelli invece di stare vicino ad un meccanico sarà quello di avere qualcuno che ha maggiore sensibilità ai motori, di un nutrizionista ai cibi, di un ingegnere alle strutture e così via.

Attenzione: la "deformazione professionale" non esclude il modo di essere della persona, per cui ci saranno anche meccanici, nutrizionisti e ingegneri ecc... sensibili e introspettivi, s'intende.


Spero di essere riuscito a rispondere, seppure in modo sintetico ma sufficientemente esauriente, alla tua curiosità circa la “deformazione professionale” ed aver magari un po’ contribuito, dal mio punto di vista, a far conoscere meglio gli psicologi ed i sociologi.


#deformazioneprofessionale #lavoro #mappecognitive

www.psicologia-semplice.it

dr.richard@psicologia-semplice.it

studio di psicologia e psicoterapia a Trento in via F. Petrarca n.8

cel: 346/9693373

 

 

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