L’AMORE UNICO, PER SEMPRE, ESISTE?

Aggiornato il: ott 7




Questa forse è una domanda che si fanno in molti e per cercare di rispondere sia a quelli che ritengono di "sì", che a quelli di "no", ho pensato a questo post, ma poi mi è venuto fuori anche un libricino, un diario mi pare anche divertente, in cui il protagonista racconta come sente e vive l’Amore vero, unico e per farmi pubblicità gratuita ti dico il titolo: “Amore, niente è perfetto e sono felice ” e lo linko ad Amazon dove si compra ah ah.


Per me l’amore è spiegato molto bene nel mio film preferito: “Vi presento Joe Black” nel magnifico monologo di Bill Parrisch (Anthony Hopkins) :


“L’amore è passione, ossessione, qualcosa senza cui non puoi far senza…”


se vuoi qui c’è tutto lo spezzone originale :



L’amore è così: totalizzante, coinvolgente. Per #Freud: “L’amore è il passo più vicino alla psicosi” ed io che sono coraggioso invece, mi azzardo a sentirlo come “una psicosi normale” in cui tutto è possibile ed ogni cosa prende forme e colori nuovi (non si dice forse che quando si è innamorati si vede tutto rosa?), il tempo è sospeso e lo spazio e le distanze perdono peso.


Ma nel film c’è un’altra scena che mi commuove e in cui il dialogo interpreta bene quello che io penso dell’ amore, ed è la scena del bar, dove Bread Pitt ci prova alla grande con Claire Forlani (Susan Parrish).


Tipa: “Beh, rinunci a quello che vuoi per la donna che sposi”


Brad: “Sì, lo sai, lo farei. Con piacere. Perché uno fa delle scelte, sai? Se tu ed io fossimo sposati vorrei darti quello che ti serve. Parlo del prendersi cura a vicenda nel miglior modo… Che c’è di male nel prendersi cura di una donna? Lei si prende cura di te.”


Ma anche qui se hai tempo e voglia, ti propongo di vedere tutta la scena .



Amare quindi è un’attitudine ed anche una capacità che si può e secondo me si deve, coltivare e nutrire almeno se si vuole essere felici e realizzati ed è alla base delle relazioni umane.


Ma come funziona una coppia innamorata?


Una coppia per definizione è composta da due persone: intelligenti e sensibili, non è una fusione. Se così fosse il buon Dio (o la Natura se ti piace di più), avrebbe pensato di farci fondere in un unico corpo quando ci si accoppia, no? Invece rimaniamo due corpi e menti separati che tendono all’altro, d’accordo, ma non si fondono.

Tu dirai: “Quando si fa l’amore infatti è così!” Io non sono d’accordo neppure lì. Credo sia proprio nell’atto del fare l’amore uno dei momenti in cui sentiamo L’ALTRO. Sentiamo il piacere e il desiderio fisico che si alimentano e crescono, la tensione nelle membra, ci mostriamo nudi (senza maschere), sentiamo di poterci fidare dell’altra persona, il desiderio che goda anche il partner e poi, dopo l’#orgasmo, anche se forse detta così fa ridere: ci sentiamo “pieni”, nutriti.


Ecco perché si chiama: “fare l’amore” perché nell’atto fisico c’è il “come” è l’amore e non il “cosa” è. Ti sembra tanta roba? Lo è. Infatti ci sono molte persone che non riescono a fare l’amore, ma mica per colpa: l’amore ha bisogno di avere le condizioni per nascere, crescere e poi essere coltivato.

Quali sono queste condizioni/cose che si devono avere ed imparare?

1) Degli oggetti d’#amore interni positivi (sono le vocine che ci parlano nei momenti importanti della nostra vita). Se questi oggetti ci dicono inconsciamente che non ci possiamo fidare degli altri, oppure che saranno cattivi con noi o cose così, non avremo forse mai la possibilità di amare.


2) Fiducia. Se pensiamo, di non poterci fidare degli altri come potremmo mai sentire che il partner possa desiderare il nostro bene, accettare i nostri limiti e non lasciarci mai?


3) Sapere come siamo, come funzioniamo dipende da noi.  E’ il principio per cui io non faccio del male ad altri non perché sennò mi arrestano, ma perché come sono fatto io penso sia sbagliato e così creo il mio destino.


4) Credo la più importante, ma non sufficiente, sia: sentire come bisogno primario il bene del nostro partner e che sia reciproco.


Come si fa ad acquisire queste #skills (come si dice in modo figo)?

Eh, bisogna lavorare su se stessi:



  1. conoscere come funzioniamo: come pensiamo, cosa sentiamo e perchè reagiamo in un certo modo alle cose;

  2. quali sono i nostri bisogni;

  3. come fare a riconoscere e rispettare quelli dell'altro;

  4. educarsi al pensare e sentire a se stessi e all'altro;

  5. riconoscere quali sono le nostre emozioni e quali quelle dell'altro;

  6. sapere cosa fare delle proprie emozioni e gestirle nel modo migliore senza necessariamente passare ai fatti e subito.

I modi che conosco io per avere tutte queste abilità sono:


A) l’esperienza critica,


B) un atteggiamento non giudicante;


C) l’introspezione.


Ti sembra tanta roba? Lo è.


Però io sono certo di una cosa e cioè che anche quando la vita non va come vorremmo, se siamo capaci di amare e questo significa noi stessi e gli altri, tutto è superabile. Soprattutto credo che se non saremo pronti a riconoscere e fare la nostra parte per l’amore unico della nostra vita avremo preso la più brutta fregatura e non so se avremo centrato il senso per cui siamo nati e cioè: amare ed essere amati.


Spero di essere riuscito a darti qualche spunto sull'amore vero.


Se fossi interessato ti segnalo il mio libro che parla proprio di questo e di cui ti segnalo alcune recensioni a questi links: 1, 2, 3 e se vorrai ti basterà cliccare sull'immagine qui per andare alla pagina d'acquisto



www.psicologia-semplice.it

dr.richard@psicologia-semplice.it

studio di psicologia e psicoterapia a Trento in via F. Petrarca n.8

cel: 346/9693373

 

 

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