DIGIGLOBALICUS E INNOVAZIONE




E’ iniziato oggi il Festiva dell'economia di Trento. Il titolo di quest’anno è: IL RITORNO DELLO STATO.

Quattro giornate di lavori in cui si alterneranno relatori nazionali e internazionali in un bell’esempio di visioni coordinate e collaborative verso lo sviluppo di visioni innovative che trovo congruenti con una citazione di Bernardo di Chartres che ho conosciuto qualche settimana fa ed a cui mi sono affezionato che dice:

Siamo nani sulle spalle di giganti",


E’ proprio così: le preziose esperienza e praticità, unite alla conoscenza e alle visioni innovative ci permetteranno non solo di adattarci al cambiamento, ma addirittura di disporre di strumenti, attrezzi nuovi, in più, non necessariamente alternativi a quelli che abbiamo già, per riformulare orizzontalmente le nostre esistenze. Ecco allora che l’economia, la finanza, i servizi, il sociale, la politica e persino l’ecologia e ogni espressione della nostra vita sarà centrata con il cambiamento e ci permetterà di adattarci. In un’era che io chiamo digiglobalica (digitale e globale) i bisogni non sono solo nuovi, ma soprattutto orizzontali e non indipendenti. Ora spero di non condividere con te un’idea che possa sembrarti troppo ardita, ma credo che le analisi e gli interventi anche macroscopici (mi riferisco macroeconomici, sociali, politici…) non possano essere analizzati e studiati senza la componente emozionale.


Infatti l’effetto farfalla (del matematico e meteorologo Edward Lorenz) ha un impatto elevato alla potenza “n” come mai nella storia dell’uomo, nelle nostre vite grazie alla tecnologia, perchè emozioni come l’entusiasmo e sentimenti come l’indignazione ad esempio, possono coinvolgere milioni di persone in pochissimo tempo con ricadute immediate e davvero incisive su ogni orientamento pubblico: economico, sociale, politico... Un esempio è quello di Elon Musk sulla borsa di non molto tempo fa.


Ecco perché la parte emozionale entra a pieno carico come variabile fondamentale nella gestione delle “cose” del mondo digiglobale.


Ma come si fa a gestire tutto questo?


Integrando i nuovi significati che si generano e accompagnano a queste nuove trasformazioni storiche. Esempi più spicci, alcune consulenze sono fatte in smartworking così possiamo riformulare l’idea (costrutto) di lavoratore: chi lavora da casa non è più un nullafacente, ma è uno smartworker;


chi non lavora 8h al dì, 4 la mattina e 4 il pomeriggio, non è uno strano, solo segue i suoi cicli di lavoro che non sono sempre e sicuramente, cause effetto, così tutti i ruoli sociali e professionali che vanno cambiando come quello delle donne per esempio.


Queste cose hanno effetti. Quali?





Eh, ci vuole chi li sappia comprendere, significare e poi immaginare l’impatto con tutto il resto. Comprendere e immaginare il peso che ha una decisione condivisa da Elon Musk , come sopra, sul medio - lungo periodo, non è molto più importante o differente di un video diffuso su un social. E’ riuscendo a dare i nuovi significati, conoscendo tutte le variabili in gioco (anche quelle emotive) che hanno una ricaduta diversa rispetto poco tempo fa, vedendo le cause ed immaginando gli effetti che hanno che riusciremo a fare innovazione adattandoci al mondo digiglobale.

Ecco perché abbiamo bisogno dei tecnici, dei teorici, dei pratici e dei creativi che collaborino secondo la visione di Bernardo di Chartes.

Al festival dell’economia di Trento credo si possa trovare molto anche di questo.


Un saluto.


(N.A. Sono tutte osservazioni sociologiche e psicosociali, non affermazioni ad personam o gruppi, se qualcuno sente turbamento chiedo di contattarmi e dirmelo, chiariremo l'equivoco).