DA DOVE VENGONO I PENSIERI ?

Aggiornato il: giu 3


Eh, bella domanda e ce la facciamo in molti.

Forse, per quelli che credono solo in quello che vedono non esistono, come per quelli che credono solo in quello che si fa.

Ma allora esistono o non esistono sti pensieri?

Vasco Rossi dice: “… maaa lee caaanzooniii sooonoooo deeii fiioooriii…. Naascoon daaa sooleee soon coomee dei fioooriii…”

Quindi si potrebbe dire la stessa cosa anche per le idee e questo dovrebbe metterci l’anima in pace rispetto alla loro esistenza ma…


Se facessimo un passetto ancora e ci chiedessimo di cosa sono fatti?

Eeeh… qui la cosa diventa impegnativa.


Un paio di giorni fa stavo lavorando su un progetto di idee con altre persone quando, vedendo che si navigava a gonfie vele, mi son di nuovo fatto il domandone:


“Come si formano i pensieri e di cosa sono fatti?”

Ora vorrei condividere con te la mia risposta.


La spiegazione ce la dà la psicologia grazie ad un certo Bion con la sua funzione alfa ed il concetto di reverie.

Adesso però te la dico a modo e mio in breve.


I pensieri nascono prima che ci sia il “cervello” in grado di contenerli.


Wilfred Bion, dice che in principio ci sono le “preconcezioni o presupposti” che determinano un’aspettativa che diventerà pensiero quando si unirà con un’esperienza.

Quindi è dall’unione della preconcezione con l'esperienza che nascono i concetti.


Allora hanno ragione quelli del: “Se non vedo non credo” ?

Se ti fermi qui sì, ma non basta, non funzionano così le cose; per questo ti chiedo di continuare a leggere ancora un attimo per favore.


Schemetto di quello che ci siamo detti fin qui:

preconcezione + esperienza -> concetti

Ok?

Attenzione però: i concetti, non sono i pensieri. I pensieri vengono dopo.


Se avessero ragione i “Se non vedo non credo” i concetti sarebbero pensieri, ma quello che cambia è la capacità di vedere la realtà: con i pensieri vedi la realtà, con i concetti la tua verità.

Un esempio, credere ad un fotomontaggio è un concetto, non è un pensiero.

Il fotomontaggio non è la realtà. Crediamo a quello che vediamo, ma per sapere riconoscere la realtà, dobbiamo essere in grado di formulare il pensiero che quell'immagine è una concetto e non è la realtà = non esiste nella realtà quell'immagine.


OK?


Infatti, il buon Wilfred dice che è solo con la presa di coscienza di quest’ultimo, cioè del pensiero (che è concetto/preconcezione + realizzazione) che nasceranno i concetti che, attenzione, non sono ancora idee.


I concetti sono i mattoncini su cui dovranno essere scritti i significati dalle figure adulte che, restituendoli al bimbetto correttamente nominati, gli daranno il materiale per farsi, in futuro, ragionamenti e percezioni adeguati, altrimenti non riusciranno a farlo.

Come lo fanno?

Passando per le emozioni ed i sentimenti autentici.

Dunque, per Bion, il nostro modo di pensare viene proprio da questo processo


presupposti -> esperienze (che sono quelle emotive) -> concetti -> significazione.


Proviamo a farci un esempio.


Proviamo ad immaginare di vedere un cane che abbaia come un matto. Potremo avere il preconcetto che il cane sia cattivo e ci abbai contro, lo uniamo con la percezione visiva ed uditiva (esperienza esterna) e ci viene l'idea di scappare.

Proviamo ad immaginare di essere in grado di metterci nei suoi panni e di sentire dolore, sofferenza in quell'abbaiare.

Ora guardiamo meglio la scena, è la stessa, ma la verità che vedavamo prima: "E' un cane cattivo che ci abbaia addosso" s'aprirà alla realtà che invece ci appare: "Abbaia di dolore perchè la catena gli duole... alla pancia".


Pensiamo ora a delle relazioni con gli altri di tutti i giorni quante volte, se non siamo capaci di unire al preconcetto e all'esperienza la nostra capacità emotiva possiamo non vedere la verità, ma farci i film con le nostre verità. Qual è il problema? Che potremo perdere occasioni o prendere decisioni sbagliate se seguiamo le nostre verità anzichè comprendere la realtà.

Quindi, come si formano le idee?

Dal mettere insieme preconcetti con le esperienze e poi unire il pacchettino con le emozioni e i sentimenti.

Quindi, di cosa sono fatte le idee?

Di sentimenti.


Questo processo, da bambini ce lo fanno le figure di riferimento (i genitori spesso) o i caregivers come dicono quelli fighi. Da grandi dovremo essere noi in grado di farlo in automatico.

Almeno lo dice Bion, però a me convince!


Si tratta quindi di usare anche la nostra parte emotiva.


Come potenziarla?

Nutrendo la nostra intelligenza emotiva facendo esperienze di cuore ascoltando le nostre emozioni e sentimenti, imparando a riconsocere quelli degli altri, confrontandoci, leggendo, sognando... vivendo, insomma.


Vuoi accelerare il processo ed avere più abilità emozionali per capire meglio te stesso, gli altri ed il mondo ed avere idee innovative?


E' anche il processo attraverso cui puoi liberarti dalle idee negative, brutte e conquistare un modo di pensare positivo e sociale.


Un bravo psicoterapeuta può aiutarti, è il suo lavoro.


Come lo fa?


Attraverso l'uso di diverse tecniche come la reverie, il rispecchiamento, la congruenza dell'esperienza e dei propri bisogni, promuovendo la tendenza attualizzante e dell'arrangiamento.


N.A. come sempre scrivo in generale, senza pensare a nessuno in particolare nè a situazioni specifiche in particolare.