PANDEMIA: STIAMO CAMBIANDO O CI STANNO CAMBIANDO?Come la tecnologia cambia il nostro modo di pensare

Aggiornato il: nov 7





Ok, il covid ci sta sbattendo in faccia la realtà: tutto è cambiato e dobbiamo adattarci al cambiamento, ma è solo scoppiato il bubbone perché la crisi pandemica è un acceleratore del cambiamento non ne è la causa, lo sono la globalizzazione, la tecnologia… I motivi li sappiamo tutti, ma detto questo, cosa, come possiamo fare noi “persone normali” a cambiare? “Boh!” è la risposta generale.

“Boh!” è anche la risposta del mondo del lavoro: delle aziende, dei commercianti, di chi fa e offre servizi, manager, impiegati e operai... eh già, perché si sta tutti sullo stesso carro "viscini viscini".


La fregatura a non trovare le risposte però, è dietro l’angolo perché se non sei tu a cambiare, è il mondo intorno a te che muta e ti cambia le carte in tavola magari mandando all’aria tutti i programmi e sacrifici di una vita. E sai qual è la fregatura più grande? Che il cambiamento non solo influenza il modo di pensare, ma modifica proprio il tuo cervello e quello di tutti quelli che ti circondano e con cui hai a che fare.

Perché?

Perchè la tecnologia ed il cambiamento ch’essa determina, sta potando il tuo cervello.



Come lo fa?

Ti taglia a pezzi le connessioni sinaptiche senza che tu te ne accorga, si chiama pruning sinaptico e così:

pensi in modo diverso,

capisci in modo diverso,

agisci in modo diverso e senza accorgertene.

Non è una novità: il cervello si adatta alle esperienze della tua vita, ce lo insegna anche la psicologia, ad esempio lo psicologo Edward Tolman con la teoria delle mappe cognitive. Attenzione però, ci sono le esperienze pratiche (causa-effetto), ma anche relazionali ed emotive, che facciamo nella vita reale e da un po’ anche quelle on-line: soprattutto quelle on-line...

La potatura serve a favorire le funzioni cerebrali più “utili” per vivere nel contesto (che ora è sempre più digitale) e senza che tu te ne accorga, senza che tu possa averne necessariamente un controllo cosciente, ti cambia.

Non è una novità ed è un fenomeno fisiologico: che ti piaccia o no, che tu lo sappia o no funziona così e ne siamo tutti soggetti. La novità è che noi, uomini digiglobalicus però non viviamo più nel mondo reale di una volta, ma nel mondo “digireale” cioè agiamo e subiamo gli effetti di quello che si fa sul digitale nella vita quotidiana e viceversa.


Cosa ti cambia in pratica?

Per esempio che da un modo di pensare onetasking (attenzione prolungata ed approfondita su una sola cosa da cui deriva la massima: "Fai una cosa alla volta e falla bene") pensi multitasking, cioè fai più cose insieme perché lo schema di azione oggi è agire su contesti diversi e contemporaneamente, così attenzione e memoria, per esempio, si abbassano e le deleghi magari al cellulare, si trasformano i servizi che offri e ricevi (ecco perchè ti arrivano gli sms per ricordarti l’appuntamento dal dentista magari che prima non dimenticavi).


Vedi come reale e virtuale, mentale e pratico si co-definiscono?

C’è qualcosa di male? No, funziona così, anzi, deve funzionare così: l’sms è l'adattamento (a me piace chiamarlo arrangiamento) di un servizio che prima non c’era, ma è un cambiamento.

Poi è importante che tu prenda atto che quasi tutte le azioni che fai nel digitale hanno una ricaduta nel reale, nella tua vita e in quella degli altri (nota: uso le preposizioni "in" e non "su" apposta), sono le così dette realtà innestate e con il 5G ci sarà un’accelerazione eccezionale. La tua intelligenza si sta trasformando anche se non te ne accorgi e così il tuo modo di scegliere, pensare e fare secondo un processo naturale anche se estremamente accelerato.


E’ una brutta cosa?


No e comunque è inevitabile per il principio di adattamento quindi non lo puoi sconfiggere, puoi solo prenderne coscienza, “prenderne atto” e poi adattarti capendo cosa ti sta succedendo e sapendo il perchè , troverai il come fare per sopravvivere in modo adeguato.

L’unica sfortuna infatti è che c’è chi si adatta in modo funzionale (vivendo benissimo, felice e contento) e chi invece disfunzionale (vivendo nelle paure senza senso, distorsioni, odio, azioni violente…).

E questo vale per l’individuo come per le aziende.

E tu, da che parte vuoi stare?

Inoltre nascono nuovi bisogni ed il principale è proprio quello di sentirsi adeguati in modi e con intensità mai esperiti prima e se non lo si soddisfa ci si sente frustrati e questo vale per l’essere umano anche quando fa il cliente che se non è soddisfatto non compra, non viene, non prenota.

Conclusioni? Che si fa?

Bisogna trovare un modo nuovo di saper cogliere tutte queste cose nuove: vederle, riconoscerle, affrontarle prendendone atto, se siamo persone per evitare di non riuscire ad adattarci ai cambiamenti sentendoci così, nel migliore dei modi, frustrati, se siamo aziende per riuscire a cogliere più che i bisogni i mandati sociali che i clienti richiedono oggi alle aziende, ai commercianti, ai professionisti scoprendo i codici nuovi, i significati che stanno dietro i modi di essere e fare e con essi le azioni giuste da mettere in atto.


Ecco perché c’è bisogno di una formazione orientata all’adattamento delle persone e delle aziende. Io qualche idea ce l’ho, scrissi le basi in tempi non sospetti nel mio libro giallo ( Mi aggiorno o mi adatto? ), se vuoi leggerlo è un modo per capire come fare ad adattarti al cambiamento; oppure possiamo parlarne insieme sia che tu sia una persona o sia di un’azienda.

Nel prossimo post vorrei parlarti di un’altra cosa molto importante riguardo al cambiamento, se vuoi seguirmi puoi iscriverti alla mail list oppure potrai leggerlo qui nel mio blog prossimamente.


Ciao, e grazie dell’attenzione.

(Ogni articolo che scrivo è un'analisi socio psicologiaca che non si riferice mai e in nessun caso a nessuno in particolare e non ha nessuna altro fine se non quello di proporre un'analisi personale della situazione sociale generale. Se ti senti coinvolto in qualsiasi modo o ti identifichi in qualcosa che trovi in questo o altri miei post ti chiedo di contattarmi e farmelo sapere eviteremo così spiacevoli incomprensioni. Grazie).

www.psicologia-semplice.it

dr.richard@psicologia-semplice.it

studio di psicologia e psicoterapia a Trento in via F. Petrarca n.8

cel: 346/9693373

 

 

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